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L’Antiquarium della Motta, con le sue collezioni archeologiche e la Mostra del fossile, presenta la storia antica del territorio di Povoletto attraverso reperti, fossili e ricostruzioni.

L’esposizione è allestita all’interno della storica Villa Pitotti ed è aperta la domenica dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:00 (vedi il calendario aggiornato) o su prenotazione per altri giornate e orari.

Puoi organizzare la visita all’Antiquarium della Motta e alla Mostra del Fossile di Povoletto secondo le tue preferenze:
– visita in autonomia, in cui potrai esplorare le diverse sezioni dell’Antiquarium della Motta con l’ausilio della tecnologia QR Code per scoprire i reperti più interessanti;
– visita guidata, durante la quale una guida esperta ti accompagnerà nei segreti dell’Antiquarium della Motta attraverso un ideale viaggio nel tempo.

Collezione Archeologica del Castello della Motta

Gli scavi condotti presso il sito del castello della Motta hanno permesso di recuperare una grande quantità di reperti grazie ai quali è stato possibile ricostruire molti aspetti della vita economica e sociale del castello.

L’allestimento della collezione propone una panoramica tra i diversi aspetti principali e mette in luce i reperti di maggiore interesse storico-scientifico e culturale.

La visita è l’occasione per scoprire:
– attività artigianali quali la filatura e la tessitura, la lavorazione dell’osso, del vetro e della pietra. Di particolare importanza è la lavorazione del metallo con il recupero di numerosi reperti destinati alla rifusione e in grado di raccontarci molti aspetti della vita militare dell’epoca
– aspetti di vita quotidiana come le stoviglie utilizzate per cucinare e per i banchetti dei signori
– attività produttive come l’agricoltura e lo stoccaggio del cibo e l’attività venatoria

I reperti più importanti

CEREALI PER UN PASTO MEDIEVALE

Nei pressi del castello o nelle aree comprese dalle mura venivano coltivati cereali e leguminose oltre ad essere presenti alberi da frutto e piante infestanti.

I semi carbonizzati hanno permesso di riconoscere diverse varietà:

  • cereali: orzo, frumento, segale, avena, miglio pànico
  • leguminose: favino, veccia, lenticchia, pisello, cicerchia
  • frutta: nocciola, noce, castagna
  • piante infestanti: orzo selvatico, zizzania, crisantemi

L’ARMATURA DEL CAVALIERE

La corazza era l’elemento difensivo del guerriero medievale e se ne conoscono diverse per forma e struttura, in parte recuperate anche presso il castello della Motta.
La corazza a lamiere era realizzata in ferro e prevedeva una serie di piastre di varia forma fissate attraverso rivetti a testa tonda.

Le 12 piastre rinvenute all’interno del castello, di forma rettangolare, presentano una leggera curvatura lungo il lato corto e su una di esse, assicurato attraverso un rivetto, è presente un anello metallico.
La pietra dorsale, a protezione della schiena, era di dimensioni maggiori e a forma di trapezio mentre quella ventrale, a protezione dell’addome, era curvata sul lato lungo.
Le piastre originariamente venivano fissate ad uno strato di cuoio visibile esternamente.
E’ uno dei più antichi rinvenimenti in ambito europeo di protezione del busto in epoca basso medievale.
Le piastre erano destinate alla rifusione, dato che sono state ritrovate in un “ripostiglio” di oggetti metallici destinati al riciclo, e risalgono alla seconda metà del XIII secolo.

Mostra del fossile

Il Friuli è l’unica regione d’Italia in cui si possono vedere rocce e raccogliere fossili di quasi tutta l’intera scala del tempo geologico.
Nella nostra regione, infatti, affiorano strati rocciosi che vanno dal Paleozoico antico (460 – 444 Ma) al Quaternario, il periodo in cui viviamo attualmente.

La collezione, grazie ai numerosi esemplari esposti, permette di esplorare le diverse ere immaginando i cambiamenti del nostro territorio nel tempo.

La tua visita alla Mostra del Fossile sarà l’occasione per scoprire come è cambiato nel tempo il nostro territorio e quali animali vivevano nelle diverse ere e come i loro resti si sono conservati fino ai nostri giorni.

Vedrai infatti i trilobiti e le felci del Paleozoico, le stelle marine del Triassico, le ammoniti del Giurassico e i pesci del Cretacico, e per finire le tracce lasciate dagli animali marini del Cenozoico.

I fossili più importanti

ORSO DELLE CAVERNE

Circa 120.000 anni fa ebbe inizio l’ultima glaciazione che interessò il nostro territorio, la glaciazione di Wurm, con un’estensione massima della superficie ricoperta dal ghiaccio tra i 25.000 e i 17.000 anni fa.
Le grotte delle Prealpi Giulie erano il rifugio di grandi mammiferi i cui resti vengono ancora recuperati.
Lo scheletro di un Ursus spelaeus o Orso delle caverne sono presenti all’interno della Mostra del Fossile e provengono da Cret del Landri, una grotta a Borgo Salandri vicino ad Attimis, poco distante dall’Antiquarium di Povoletto.

IL MEGA STRATO PIÙ SPESSO DEL MONDO

Tra i 60 e i 45 milioni di anni fa, il Friuli orientale era una depressione del fondo marino chiamata Bacino Giulio o Sloveno. A delimitare questa depressione c’era a sud-ovest una zona di mare molto basso ed uniforme, chiamata Piattaforma Friulana, e a nord-est i primi rilievi delle Alpi Giulie che iniziavano a sollevarsi.
Sul fondo del Bacino Giulio si accumulava una caratteristica alternanza di strati sottili di sabbia (arenaria) e fango (marna) nota come Flysch.

Circa 55 milioni di anni fa, l’intensa attività tettonica, causò un una serie di catastrofiche frane sottomarine che si staccarono dal margine della Piattaforma Friulana e si depositarono nel Bacino Giulio, formando spessi strati chiamati megabeds o megastrati intercalati al flysch.

Il megastrato più spesso del mondo affiora nella località di Vernasso (nei pressi di Cividale del Friuli).

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